Capolaterra: La Rinascita di una Falesia Dimenticata
Immersa nel verde fitto del Vallone di Lisciano, ai piedi del Monte Terminillo, si trova la falesia di Capolaterra. Questo luogo, a quota 750 metri tra i comuni di Cantalice e Rieti, è stato riscoperto e riportato alla vita dopo anni di abbandono. Grazie agli sforzi di un gruppo di appassionati alpinisti, Capolaterra sta riacquistando il suo antico splendore, offrendo nuove opportunità di arrampicata e di riscoperta di un patrimonio naturale e storico unico.
Una Falesia Ricca di Storia e Tradizione
Alla Scoperta dei Monoliti del Vallone di LiscianoIl Vallone di Lisciano, noto anche come Fosso dell'Acqua Santa, custodisce una serie di imponenti monoliti di calcare grigio, massicci e silenziosi, sparsi tra i due versanti della forra. Questi massi, scolpiti dal tempo, hanno nomi suggestivi come "Lardo del Diavolo", "Fila di Pane del Diavolo" e "Botte del Diavolo", che rimandano alla tradizionale soggezione che questi luoghi incutevano in passato a coloro che risalivano la valle verso l'alta montagna. Scoperta negli anni '70 dal Gruppo Alpinisti Reatini, questa falesia è stata per decenni una palestra naturale per gli appassionati di arrampicata della zona.
La Rinascita di CapolaterraNegli anni '80 e '90, Capolaterra ha vissuto un periodo di intensa attività, con l'apertura di nuove vie da parte di alpinisti come Enrico Ferri e Alfredo Smargiassi. Grazie a un finanziamento del CAI, la falesia è stata anche riattrezzata, diventando un punto di riferimento per gli arrampicatori della regione. Tuttavia, verso la fine del decennio, Capolaterra è stata progressivamente abbandonata e dimenticata, mentre si affermavano nuove falesie con gradi più alti e vie consecutive, come le vicine Grotti e Ferentillo.
Il Ritorno di CapolaterraNel 2020, qualcosa si è mosso: Alvaro De Livio, alpinista con una lunga esperienza come istruttore CAI e socio della Sezione di Rieti, si è messo in testa il ripristino di questa falesia, con l'idea di renderla adatta alla didattica. Insieme a Matteo Santoprete e Paolo Giordani, De Livio ha lavorato instancabilmente per la manutenzione della chiodatura, la pulizia dei sentieri e della segnaletica, e la cura degli accessi alle pareti. Grazie a questi sforzi, nel 2023 il CAI di Rieti ha deciso di investire ulteriormente su Capolaterra, provvedendo alla verifica, manutenzione e chiodatura di nuovi itinerari, con la guida alpina Luca Bucciarelli.
Una Falesia Rinnovata e AccessibileOggi, Capolaterra offre una ventina di vie storiche, rese nuovamente scalabili grazie al lavoro di De Livio e del suo team. Inoltre, sono state aperte circa ottanta nuove vie, che vanno ad arricchire l'offerta per gli arrampicatori di ogni livello. La falesia è ora accessibile e sicura, con una segnaletica chiara e sentieri ben curati. Questa rinascita di Capolaterra rappresenta un'importante opportunità per gli appassionati di arrampicata, che potranno godere di un luogo unico nel suo genere, immerso nella natura e ricco di storia e tradizione.
Un Futuro Promettente per CapolaterraCon il supporto del CAI di Rieti e l'impegno di un gruppo di volontari appassionati, Capolaterra sta vivendo una seconda giovinezza. La falesia è stata riportata agli antichi splendori, offrendo nuove vie e percorsi per gli arrampicatori di ogni livello. Inoltre, grazie alla sua posizione strategica e alla sua storia, Capolaterra si sta affermando come una destinazione di grande interesse per gli amanti dell'outdoor e della scoperta di luoghi autentici e suggestivi. Il futuro di questa falesia appare quindi promettente, con la prospettiva di diventare un punto di riferimento per l'arrampicata nella regione e di attrarre sempre più visitatori alla scoperta di un patrimonio naturale e culturale unico.
