Dibattito sulle Guide Ambientali in Lombardia: La Contesa del Limite di Altitudine di 700 Metri

In Lombardia, la regolamentazione delle attività professionali in montagna ha innescato un acceso dibattito tra diverse categorie di professionisti. Al centro della questione vi è l'interpretazione e l'applicazione di un limite altimetrico di 700 metri, che divide le competenze tra Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) e Guide Alpine, con implicazioni significative per la sicurezza, il turismo e l'offerta educativa.

Il Nodo del Limite Altimetrico e le Sue Implicazioni

Una recente direttiva della Direzione Generale Sport e Giovani della Regione Lombardia ha riacceso la discussione riguardo le limitazioni professionali per le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) sui sentieri di montagna oltre i 700 metri di altitudine. Questa precisazione, che ribadisce la validità della delibera regionale XII/3014 del 2024, stabilisce che solo l'accompagnamento professionale su specifici itinerari escursionistici (E oltre i 700m, EE a qualsiasi quota) è riservato alle Guide Alpine e agli Accompagnatori di Media Montagna (AMM). Il dibattito evidenzia la legittimità di tali restrizioni, già avallate dal Consiglio di Stato nel maggio 2026, ma solleva interrogativi sulla logica di impedire a professionisti dell'educazione ambientale di operare su percorsi che restano accessibili ai non professionisti, impattando potenzialmente su attività didattiche e turismo lento.

La controversia in Lombardia, relativa alla soglia altimetrica di 700 metri per le attività professionali in montagna, continua a generare attriti tra le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) e le Guide Alpine. La Direzione Generale Sport e Giovani di Regione Lombardia ha confermato che le restrizioni introdotte nel 2024 si applicano esclusivamente all'accompagnamento professionale. Tale normativa, già validata dal Consiglio di Stato, riserva alle Guide Alpine e agli Accompagnatori di Media Montagna la gestione di sentieri escursionistici (E) oltre i 700 metri e di quelli per escursionisti esperti (EE) a qualsiasi altitudine. Le GAE possono operare sui sentieri turistici (T) a ogni quota e su quelli escursionistici (E) al di sotto dei 700 metri. Questa distinzione ha suscitato preoccupazioni tra le GAE, in particolare Assoguide, che lamenta l'annullamento di campi estivi per bambini, settimane in rifugio e laboratori didattici, spesso svolti su itinerari considerati non tecnicamente difficili ma situati oltre la quota limite. La questione è complessa e tocca il cuore dell'offerta turistica e didattica legata all'ambiente montano, evidenziando la necessità di un bilanciamento tra sicurezza, opportunità professionali e accessibilità alle esperienze naturalistiche.

Prospettive Diverse: Sicurezza vs. Sviluppo del Turismo Lento

Mentre Assoguide lamenta la cancellazione di importanti attività didattiche e turistiche, come i campi estivi per bambini e le escursioni naturalistiche, sottolineando il rischio per l'economia montana e il potenziale contagio legislativo in altre regioni, il Collegio delle Guide Alpine della Lombardia difende le normative. Quest'ultimo si basa sui dati del Soccorso Alpino, che indicano un aumento del rischio di incidenti con l'altitudine, giustificando la necessità di competenze specifiche per determinati itinerari. Il caso emblematico del Sacro Monte di Varese, dove un sentiero UNESCO classificato E supera i 700 metri, illustra la complessità della situazione: un'unica soglia altimetrica può davvero definire la pericolosità di un percorso e le qualifiche necessarie per affrontarlo? Le associazioni delle GAE chiedono una revisione legislativa nazionale per meglio distinguere l'escursionismo dall'alpinismo e basare le competenze sulle caratteristiche reali dei percorsi.

Luca Berchicci, presidente di Assoguide, ha espresso forte disappunto per le conseguenze delle restrizioni, sottolineando l'impatto negativo su circa 350 Guide Ambientali Escursionistiche in Lombardia. Ha denunciato la cancellazione di numerose attività, tra cui campus estivi per bambini e laboratori didattici, che spesso si svolgono su percorsi tecnicamente agevoli ma oltre il limite altimetrico imposto. Il timore è che tali limitazioni possano diffondersi anche in altre regioni, danneggiando il settore del turismo lento e le economie montane. Dall'altra parte, Fabrizio Pina, presidente del Collegio delle Guide Alpine della Lombardia, sostiene la regolamentazione, basandosi sui dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Questi dati indicano un maggiore rischio di incidenti, in particolare cadute e scivolate, sui percorsi montani ad alta quota, giustificando la necessità di professionisti con formazioni specifiche. Il Collegio insiste sulla distinzione tra attività amatoriali e professionali, affermando che la normativa non intende impedire le escursioni tra privati. La contrapposizione mette in luce la tensione tra la necessità di garantire la massima sicurezza in montagna e il desiderio di valorizzare tutte le figure professionali che contribuiscono alla promozione del territorio.