Custodire i Cieli Notturni: Un Impegno Collettivo Nelle Alpi Marittime

Nelle Alpi Marittime, una straordinaria collaborazione tra rifugisti, guide del parco e volontari sta emergendo per preservare lo splendore dei cieli notturni. Questa iniziativa, parte del progetto europeo ALCOTRA "Cieli Stellati", mira a misurare e mitigare l'inquinamento luminoso, salvaguardando così la biodiversità e l'esperienza umana in montagna. L'obiettivo ambizioso è la certificazione dell'area come "Dark Sky Park", un riconoscimento internazionale per la qualità del buio celeste.

L'incanto di una notte stellata in montagna è un'esperienza che affascina profondamente chiunque la viva per la prima volta. La vastità e la brillantezza delle stelle, lontane dalle luci artificiali delle aree urbane, offrono uno spettacolo mozzafiato che purtroppo è sempre più minacciato. L'inquinamento luminoso, generato sia dalle città che dalla crescente costellazione di satelliti in orbita, sta erodendo questo patrimonio naturale. Ad esempio, studi recenti dell'Università del Surrey hanno esplorato soluzioni innovative, come rivestimenti "ultra-neri", per ridurre l'impatto visivo dei satelliti. A livello locale, invece, l'attenzione si concentra sulla gestione efficiente dell'illuminazione urbana, un passo cruciale per la conservazione dei cieli scuri.

Il progetto "Cieli Stellati / Trame noire" è una risposta concreta a queste sfide. Nato dalla cooperazione transfrontaliera tra le Aree Protette delle Alpi Marittime, le Alpi Liguri e le Préalpes d'Azur, l'iniziativa è parte del programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA. I partner, tra cui l'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, il Parc national du Mercantour e il Parco fluviale Gesso e Stura, lavorano insieme per mappare l'inquinamento luminoso, proteggere le specie notturne, come i chirotteri, e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di cieli bui e stellati.

Per quantificare l'impatto della luce artificiale, è stata implementata una rete di 10 stazioni di monitoraggio equipaggiate con Sky Quality Meter (SQM) sul versante italiano. Queste strumentazioni misurano la luminosità del cielo notturno in diversi punti strategici, con una undicesima postazione fissa prevista presso la diga del Chiotas, grazie al supporto di ENEL Green Power. L'installazione di questi dispositivi ha richiesto notevoli sforzi logistici, coinvolgendo rifugisti in luoghi remoti come Casa Savoia, i rifugi Valasco, Remondino, Pian delle Gorre, il Centro Fondo di Aisone e l'Arbergh di Palanfrè. Inoltre, volontari e Guide Parco effettuano rilevazioni manuali durante le notti di luna nuova ai rifugi Dante Livio Bianco e Pagarì, garantendo una copertura capillare del territorio fino a maggio 2026.

I dati raccolti finora, che includono 228.000 misurazioni complessive e 59.000 rilevazioni scientificamente valide, mostrano una qualità media del cielo di 21.20 magnitudini per secondo d'arco quadrato. Questo valore eccellente posiziona le Alpi di confine come un candidato ideale per la prestigiosa certificazione internazionale di "Dark Sky Park" da parte della Dark Sky International. Una tale qualità permette ancora di ammirare la Via Lattea in tutta la sua magnificenza, garantendo condizioni ottimali per l'orientamento della fauna notturna e il benessere umano. Nonostante i risultati incoraggianti, l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime sottolinea l'importanza di non abbassare la guardia. Senza un'azione concertata sull'illuminazione pubblica e privata, il rischio di un deterioramento è concreto. Per questo motivo, si sta lavorando per censire l'illuminazione esistente, fornendo agli amministratori gli strumenti necessari per interventi mirati e informati.

Questa collaborazione esemplare dimostra come la sinergia tra enti, comunità locali e volontari possa fare la differenza nella protezione di un patrimonio naturale tanto prezioso quanto vulnerabile, assicurando che le generazioni future possano continuare a godere dello spettacolo ineguagliabile di un cielo notturno incontaminato.