Autunno in Val Mastallone: Escursione tra Alpeggi, Foreste e il Mito del Ponte del Diavolo
La Val Mastallone, un gioiello incastonato tra le valli piemontesi, si rivela in autunno con una veste di colori vibranti, trasformando i suoi paesaggi in un quadro vivente. Nonostante la natura selvaggia e i pendii scoscesi, la valle, la più estesa della Valsesia, offre un'esperienza immersiva tra boschi rigogliosi, ruscelli cristallini e piccole cascate che disegnano il sottobosco. Il territorio si estende fino a Fobello, un piccolo comune noto per le sue numerose frazioni che si inerpicano fino a Baghera, la più elevata. Parte di questa area rientra nel Parco Naturale Alta Valsesia, testimonianza dell'importanza della sua biodiversità. Fobello non è solo natura: ospita il Museo del Puncetto, dedicato a un'antica arte del merletto, e il Museo Vincenzo Lancia, che celebra il fondatore dell'omonima casa automobilistica, la cui famiglia amava trascorrere qui le vacanze estive, in un luogo dove l'asfalto è giunto tardi, preservando un'atmosfera d'altri tempi.
L'escursione in Val Mastallone prende il via da Campo, una frazione di Alto Sermenza, dove un'antica mulattiera serpeggia tra alpeggi e foreste. Il percorso, caratterizzato da un dislivello di 638 metri e una durata di circa quattro ore, è classificato come 'E' per la sua facilità. Camminando, si incontrano abitazioni restaurate che convivono con strutture abbandonate, testimonianze di un passato rurale. Il sentiero, ben segnalato come numero 517, conduce gli escursionisti attraverso il bosco, oltrepassando il torrente Mastallone e offrendo vedute spettacolari sul Pizzo del Moro. L'arrivo all'Alpe Baranca rivela un'ampia distesa di prati adibiti a pascolo, punteggiati da baite in pietra. Qui sorge il Rifugio Baranca, un punto di ristoro e pernottamento operativo principalmente in estate, situato a 1566 metri di altitudine. Poco oltre il rifugio, una piccola cappella precede la magnifica cascata che origina dal Lago Baranca. Con pochi tornanti, si raggiunge rapidamente la piana dove giace il Lago Baranca, a 1839 metri, circondato da cime erbose e ripide. Il sentiero lastricato continua lungo la riva sinistra del lago, portando infine all'Alpe Selle e al Colle Baranca, a 1818 metri, da cui si gode una vista panoramica sui gruppi montuosi del Tignaga e del Cimone.
Un elemento di grande fascino della Val Mastallone è il Torrente Mastallone, un affluente del Sesia, che modella gole profonde e scoscese, inclusa la suggestiva forra dell'Orrido della Gula. Questo torrente, con le sue piccole spiagge naturali, offre angoli di tranquillità. Il Ponte della Gula, una costruzione medievale ad arcata unica, si erge maestoso sopra un orrido di circa 35 metri. Questo ponte non è solo un'opera ingegneristica storica, ma anche il fulcro di antiche leggende, come quella che narra di un patto col diavolo per la sua costruzione. Si dice che ancora oggi, nelle notti più buie, figure inquietanti vaghino sul ponte, alimentando il suo misterioso fascino. Questo luogo incarna la profonda connessione tra la natura selvaggia e il ricco patrimonio culturale e leggendario della regione.
La Val Mastallone, con i suoi panorami mozzafiato, la ricchezza della sua storia e le sue leggende, ci invita a riflettere sull'importanza di preservare questi tesori naturali e culturali. Ogni passo su questi sentieri non è solo un'escursione fisica, ma un viaggio nel tempo e nella bellezza intrinseca del nostro mondo, ricordandoci la meraviglia della natura e la resilienza dello spirito umano che ha saputo plasmare e rispettare tali ambienti per secoli. È un invito a riscoprire la semplicità e la grandezza che la montagna offre, un monito a cercare l'armonia tra uomo e ambiente.
