FIS estende lo status di neutralità ad atleti russi e bielorussi nello sci di fondo, ma emergono rifiuti
La Federazione Internazionale Sci (FIS) ha recentemente annunciato un'espansione dell'elenco di atleti russi e bielorussi ammessi alle competizioni internazionali di Coppa del Mondo sotto uno status di neutralità. Questa decisione, che fa seguito ai rigorosi criteri stabiliti dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), mira a permettere a sportivi di talento di partecipare, a condizione che non abbiano alcun legame volontario con le forze armate o altre entità di sicurezza nazionale dei rispettivi Paesi.
La FIS approva nuovi atleti neutrali, ma non tutti ottengono il via libera
L'11 dicembre 2025, la FIS ha comunicato un aggiornamento cruciale riguardo lo status di neutralità per diversi atleti e membri dello staff provenienti da Russia e Bielorussia. In accordo con le direttive del CIO, le cui normative specificano l'assenza di legami volontari con l'esercito o organizzazioni di sicurezza nazionale, la federazione ha esaminato attentamente le candidature. Sandra Spitz, Direttrice Sportiva della FIS, ha chiarito che il servizio militare obbligatorio non costituisce una preclusione, focalizzandosi invece sui legami volontari e sui benefici economici derivanti da tali connessioni.
Tra gli atleti di sci di fondo che hanno ricevuto il via libera figurano i russi Saveliy Korostelev e Darija Nepryaeva. A questi si sono aggiunte le bielorusse Hanna Matsjakhina e Hanna Karaliova. Non solo gli atleti, ma anche il personale di supporto ha ottenuto l'approvazione: Aleh Bykauskikh e Ilya Ramanenka accompagneranno le atlete bielorusse, mentre Yevgenij Uftikov, già skiman della nazionale russa, sarà al fianco degli sportivi russi a Davos. Tuttavia, il processo non è esente da dinieghi. Sergei Ardashev, ad esempio, ha rivelato sui suoi canali social che la sua richiesta è stata respinta. La FIS ha assicurato che la lista sarà soggetta a continui aggiornamenti nelle prossime settimane, man mano che verranno completate le indagini sulle domande in sospeso.
Questa situazione evidenzia il delicato equilibrio che le federazioni sportive internazionali devono mantenere tra l'inclusione degli atleti e l'aderenza a principi etici e politici. La politica di neutralità, pur tentando di depoliticizzare lo sport, si confronta con le complessità delle relazioni internazionali e delle normative interne dei Paesi coinvolti, generando dibattiti e reazioni contrastanti tra gli atleti e la comunità sportiva globale.
