Cristina Castagna: Un'eredità alpina che fiorisce in Pakistan con un centro di eccellenza

La storia di Cristina Castagna, alpinista veneta scomparsa prematuramente, continua a vivere attraverso un progetto di solidarietà e sviluppo in Pakistan. Il Cristina Castagna Climbing Center, inaugurato a Ghotolti, non è solo un tributo alla sua memoria, ma un catalizzatore di crescita per la comunità locale, ispirato dalla sua passione per la montagna e dal suo spirito altruista.

L'Anima Alpina di Cristina Rivive tra le Cime del Pakistan: Un Centro per la Comunità e l'Alpinismo

Un tributo duraturo: la nascita del Cristina Castagna Climbing Center

Vent'anni fa, una scalatrice veneta, Cristina Castagna, conquistava il suo primo Ottomila, lo Shisha Pangma. Infermiera di professione, con un soprannome affettuoso, 'el grijo', Cristina incarnava lo spirito dell'alpinismo. Dopo aver raggiunto vette come il Gasherbrum II, il Dhaulagiri e il Makalu, tragicamente, nel 2009, scivolò e perse la vita durante la discesa dal Broad Peak. La sua scomparsa lasciò un vuoto immenso, ma la sua eredità ha dato vita a un progetto straordinario.

L'onda di solidarietà: dal ricordo alla realizzazione concreta

Il dolore per la perdita di Cristina si trasformò rapidamente in un desiderio di onorare la sua memoria in modo significativo. L'alpinista Tarcisio Bellò, durante una spedizione nell'Hindukush, dedicò a Cristina una vetta inviolata, Cima Cristina Castagna. Questo gesto segnò l'inizio di un'iniziativa più ampia, culminata nell'inaugurazione del Cristina Castagna Climbing Center nel villaggio pakistano di Ghotolti. Un'impresa resa possibile grazie agli oltre 300.000 euro raccolti dall'Associazione Montagne e Solidarietà e da diverse sezioni del CAI.

Un polo multifunzionale per la crescita comunitaria e il turismo

Il centro, come spiegato da Tarcisio Bellò, è stato concepito come un cuore pulsante per la comunità di Ghotolti. Ospita un dispensario farmaceutico, ispirato alla professione di infermiera di Cristina, bagni e docce pubblici, una lavanderia e una piccola biblioteca. Inoltre, è stato creato uno spazio dedicato all'accoglienza turistica, con l'obiettivo di promuovere trekking, spedizioni alpinistiche e itinerari culturali. Questa iniziativa mira a generare risorse economiche vitali per gli abitanti del luogo, valorizzando il ricco patrimonio naturale e culturale dell'Hindukush.

Una storia di amicizia e cooperazione tra Italia e Pakistan

I legami tra gli alpinisti veneti e le valli dell'Hindukush affondano le radici in un'amicizia che precede la tragedia di Cristina. Dal 1997, numerose spedizioni hanno esplorato queste montagne, portando alla prima ascensione di cime come Italia Peak, Marostica Peak e Haiz Peak. Sono state dedicate vette anche ad altre figure importanti, come Renato Casarotto e il fondatore del Pakistan, Jinnah, oltre che all'Aga Khan, simbolo dello sviluppo pakistano.

Infrastrutture vitali: bivacco, acquedotto e ponte dell'amicizia

Nel 2007, gli alpinisti italiani hanno costruito un bivacco presso il lago di Atar, facilitando trekking e spedizioni. Due anni dopo, un acquedotto portò acqua potabile di sorgente a Ghotolti, migliorando significativamente la vita quotidiana, in particolare per le donne che lavavano i panni. Nel 2009, con il supporto di volontari, fu realizzata una piccola unità sanitaria. Il 2015 vide l'installazione del Ponte dell'Amicizia Italia-Ghotolti Pakistan, donato da OMBA Impianti & Engineering, che ha migliorato i collegamenti e l'accesso all'istruzione per i bambini.

Dal sogno di un centro all'avvio di una scuola di alpinismo

L'idea di un centro dedicato a Cristina, funzionale alla comunità e allo sviluppo, nacque dopo l'acquedotto e il ponte, su iniziativa di Ashraf Aman, primo pakistano a scalare il K2. I capifamiglia di Ghotolti donarono il terreno, e il progetto coinvolse diverse agenzie e associazioni. I lavori, iniziati nel 2017 sotto la direzione di Francesco Baggio e Shahbaz Khan, hanno visto la partecipazione di numerosi volontari italiani. Il centro è ora anche sede di una scuola di alpinismo, dedicata a Daniele Nardi, con l'obiettivo di formare guide locali e operatori turistici, promuovendo uno sviluppo sostenibile nel settore del turismo di montagna, come sottolineato dal presidente del CAI, Antonio Montani, e da Tarcisio Bellò.