Lucio De Sanctis: Le Cronache di un Soccorritore Alpino nel Massiccio del Gran Sasso
Eroi Silenziosi delle Vette: Un Omaggio al Soccorso Alpino
La narrazione degli incidenti in montagna e il loro impatto mediatico
Le vicende legate agli incidenti in montagna, unitamente agli sforzi per salvare vite umane, occupano frequentemente le pagine dei giornali, i notiziari televisivi e le piattaforme online. Queste narrazioni spesso descrivono gli eventi con vari gradi di accuratezza. Sui social media, così come nei mezzi di comunicazione tradizionali, il tema viene ampiamente dibattuto, sovente con l'intento di dispensare lezioni morali o consigli non richiesti.
Il coraggio inosservato dei professionisti del soccorso in montagna
Raramente, se non quasi mai, si pone l'accento sul costante e instancabile impegno degli uomini e delle donne che compongono il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, dell'Aiut Alpin Dolomites e di tutte le altre organizzazioni dedicate a salvare vite nelle zone montane.
Lucio De Sanctis: una vita dedicata al soccorso tra le vette abruzzesi
Tra il 1972 e il 1990, l'alpinista abruzzese Lucio De Sanctis ha operato come volontario e successivamente come capo stazione del Soccorso Alpino di Teramo. Questa unità è regolarmente chiamata a intervenire sul Corno Piccolo, il Corno Grande, il Camicia e le altre cime del maestoso massiccio del Gran Sasso, nonché sui Monti della Laga e sulle Montagne Gemelle.
“Dal diario di un soccorritore di montagna”: un'immersione nelle sfide di un'epoca passata
Nel suo volume "Dal diario di un soccorritore di montagna", un'opera di 244 pagine edita da Ricerche&Redazioni di Teramo, De Sanctis descrive con schiettezza decine di operazioni di soccorso drammatiche. Queste imprese si sono svolte in un'epoca in cui il numero di escursionisti e alpinisti era significativamente inferiore rispetto a oggi, e l'attrezzatura a loro disposizione era molto più basilare di quella attuale.
L'evoluzione dei soccorsi alpini: dal passato al presente
Anche le modalità di soccorso, in quegli anni, erano profondamente diverse da quelle odierne. Gli elicotteri avevano appena iniziato a operare ad alta quota e spesso non erano dotati di verricello. Nella maggior parte dei casi, le squadre di soccorso dovevano partire a piedi dalla strada, raggiungere gli infortunati e attendere, se possibile, un intervento aereo. Nonostante ciò, la maggior parte degli incidenti si verificava e si verifica tuttora negli stessi luoghi e nelle medesime stagioni.
Riflessioni e lezioni apprese dagli eventi drammatici del Gran Sasso
Lucio De Sanctis narra la sua esperienza con delicatezza, evitando di menzionare i nomi delle persone coinvolte. Tra le pagine del libro, emergono episodi celebri come la tragica prima ascensione invernale della parete Nord del Camicia, avvenuta alla fine del dicembre 1974, la caduta di un alpinista romano che aveva affrontato in inverno il canalone Haas-Acitelli del Corno Grande, e la morte per sfinimento e freddo di una giovane donna veneta non lontano dalla vetta più alta del Gran Sasso.
L'importanza della prevenzione e la critica costruttiva nel soccorso alpino
Una valanga scesa dal Monte Brancastello, che in quegli anni travolse due famiglie di escursionisti nei pressi di Isola del Gran Sasso, ebbe un'ampia risonanza mediatica. Nelle operazioni di ricerca, oltre ai volontari del Soccorso Alpino abruzzese, parteciparono alpinisti provenienti da tutto il centro Italia.
Il valore dell'esperienza: una guida per il futuro del soccorso alpino
Nelle pagine del "Diario" di Lucio De Sanctis, non mancano critiche e riflessioni sugli errori commessi da escursionisti e alpinisti. Tuttavia, giudizi e raccomandazioni giungono solo dopo la narrazione dei fatti, quando l'elicottero o l'ambulanza si sono già allontanati e i soccorritori possono finalmente concedersi una tazza di tè o una birra, a patto di trovare un locale ancora aperto.
Nuove prospettive: l'evoluzione delle tecniche di soccorso e il ruolo dei media
Il volume è arricchito dalla prefazione di Stefano Ardito e da un'intervista dello stesso giornalista e scrittore romano a Daniele Perilli, responsabile del Soccorso Alpino e Speleologico dell'Abruzzo. Perilli illustra l'evoluzione tecnica delle operazioni di soccorso negli ultimi anni. Il libro è disponibile in libreria e sugli store online, oppure può essere ordinato tramite l'indirizzo email. La presentazione inaugurale è prevista a Teramo questa sera, venerdì 7 novembre, alle 18, presso la Biblioteca Melchiorre Delfico. Interverranno, oltre a Lucio De Sanctis e Stefano Ardito, Vassili Bosi, capostazione del SASA di Teramo, Giorgio D'Egidio, presidente del CAI Teramo, l'alpinista Alberico Alesi e Luca Mazzoleni, gestore del rifugio Franchetti del Gran Sass
