L'Arte Emozionale di Franco Fiabane: Un Viaggio Tra Scultura e Territorio Bellunese
A dieci anni dalla sua scomparsa, il talentuoso scultore Franco Fiabane (1937-2015) viene commemorato a Belluno con una significativa mostra. L'esposizione, intitolata 'Franco Fiabane 1937-2015', è allestita presso il Museo Civico di Palazzo Fulcis e sarà visitabile fino all'11 gennaio 2026. L'evento, promosso da associazioni locali come il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, il Comune, la Provincia e il Rotary, offre un'opportunità unica per esplorare le numerose opere di questo artista, le cui creazioni adornano non solo il Bellunese ma anche altre località del Veneto. Le sue sculture sono una testimonianza del legame profondo di Fiabane con la natura e le montagne, come egli stesso amava esprimere, sentendosi parte integrante del paesaggio che lo circondava.
Il percorso artistico di Fiabane è caratterizzato da opere di grande impatto emotivo e significato culturale. Tra le sue creazioni più celebri vi è la statua della Madonna, conosciuta come la 'Regina delle Dolomiti', situata in una grotta a Punta Rocca, sulla Marmolada, e benedetta da Papa Giovanni Paolo II nel 1979. Quest'opera ha consolidato la fama dello scultore a livello regionale e oltre, diventando un simbolo della forza e della resistenza delle terre dolomitiche. Figlio d'arte, Franco ha appreso i rudimenti della scultura dal padre Berto, anch'egli scalpellino e marmista, sviluppando fin da giovane una profonda connessione con la materia e l'arte. La sua carriera è costellata di opere civili, inclusi monumenti agli Alpini, come quello sul Ponte degli Alpini di Belluno e a Castion, che esprimono un forte senso di appartenenza e orgoglio. Le sue fonti di ispirazione spaziavano da Michelangelo al barocco di Andrea Brustolon, mentre il suo mentore fu lo scultore Augusto Murer, con cui condivise un sodalizio artistico e umano.
Negli anni Settanta, Fiabane ampliò i suoi orizzonti, partecipando a mostre e concorsi con lavori in grafica e bronzetti. Maestro nell'utilizzo di diversi materiali come pietra, legno, bronzo e cemento bianco, realizzò opere di varie dimensioni, dal 'Monumento nazionale ai Quarant'anni della campagna di Russia' a Fonzaso (1983) a numerose sculture che affrontano tematiche sociali. Tra queste, spiccano il 'Monumento agli emigranti' a Belluno (1991) e il 'Monumento alle vittime del dovere in tempo di pace' (1993), opere che con la loro muta espressività toccano profondamente l'animo di chi le osserva. Il suo capolavoro, il 'Monumento ai superstiti, ai soccorritori e ai bambini mai nati' (2005) nel cimitero di Fortogna, dedicato alla tragedia del Vajont, è un'opera di straordinaria intensità emotiva, che narra un dolore composto e la speranza di rinascita della comunità.
Le opere di Franco Fiabane non sono solo espressione di talento artistico, ma veri e propri tributi alla resilienza umana e alla forza della comunità. La sua sensibilità nel rappresentare la sofferenza, la memoria e la speranza, specialmente attraverso il Monumento del Vajont, eleva la sua arte a un messaggio universale di solidarietà e cura reciproca. Invitiamo tutti a scoprire questo artista straordinario e il suo profondo legame con la sua terra, un'eredità che continua a ispirare e commuovere, dimostrando come l'arte possa essere un ponte tra passato e futuro, tra dolore e speranza. Le sue sculture ci ricordano l'importanza di onorare la memoria, di sostenere coloro che hanno sofferto e di guardare avanti con coraggio e fiducia.
