Esplorando la Val Formazza: Un'Avventura Autunnale tra Storia e Natura Selvaggia
La Val Formazza, situata nell'estremo nord del Piemonte, si rivela in autunno come una meta imperdibile per gli appassionati di escursionismo. Questa valle alpina, caratterizzata da vette che superano i 3400 metri e da una ricca storia come crocevia tra Italia e Svizzera, offre un connubio perfetto tra natura incontaminata, panorami spettacolari e profonde radici culturali. I paesaggi si tingono di sfumature calde, creando cornici idilliache per percorsi a piedi che esplorano laghi, boschi secolari e piccoli borghi dove la tradizione Walser è ancora palpabile. Oltre alle bellezze naturali, la valle vanta anche opere ingegneristiche imponenti, come le dighe che hanno dato vita a laghi artificiali, e delizie gastronomiche come il rinomato formaggio Bettelmatt, rendendo ogni visita un'esperienza completa e appagante.
La Val Formazza, cuore pulsante dell'Ossola, si distingue per la sua posizione strategica e per l'eredità storica lasciata dalle popolazioni Walser, che per oltre sette secoli hanno plasmato il territorio e la sua cultura. Quest'area, da sempre via di comunicazione verso la Svizzera, ha visto nel secolo scorso una trasformazione significativa con la costruzione di numerose dighe. Queste opere hanno dato origine a specchi d'acqua artificiali come il Lago Sabbione, il Lago Toggia e il Lago Morasco, che oggi si integrano armoniosamente nel paesaggio, riflettendo i colori vibranti del foliage autunnale e offrendo scenari di rara bellezza. L'accessibilità della valle la rende facilmente raggiungibile in auto, invitando i visitatori a esplorare i suoi numerosi sentieri, tra cui tappe della Grande Traversata delle Alpi e della Via dello Sbrinz, nonché le celebri cascate del Toce.
Tra gli itinerari più affascinanti, spicca l'escursione al Lago Nero, un percorso che inizia dalla Piana di Riale e si snoda attraverso scenari alpini unici. La storia del Lago Kastel, lungo il percorso, testimonia l'impatto dell'ingegneria idroelettrica, con la vicenda della diga “di carta pesta” e le successive modifiche che hanno caratterizzato l'area. Sebbene oggi non vi sia più una diga funzionante, i resti e la condotta verso la centrale di Sottofrua raccontano un passato di grandi sfide e progetti ambiziosi. Il sentiero, lungo circa 15 km, offre panorami sul Corno Talli e sulle vette circostanti, culminando in un'esperienza di immersione totale nella natura selvaggia della valle.
Un'altra avventura imperdibile è il Trekking dei Tre Passi, un anello di 24 km che tocca il Passo San Giacomo, il Passo Corno e il Passo Gries. Questi valichi non sono solo confini geografici tra Italia e Svizzera, ma anche storici punti di incontro e scambio. Partendo dalla Piana di Riale, il sentiero costeggia il Lago di Morasco e attraversa la piana del Bettelmatt, conducendo i camminatori verso il Passo del Gries, dove si può ammirare il ghiacciaio e la diga omonima. Il percorso prosegue verso la Capanna Corno e il Passo San Giacomo, per poi scendere lungo il Lago Toggia fino al rifugio Maria Luisa, offrendo una prospettiva completa sui paesaggi alpini e sulla ricchezza naturalistica della Val Formazza.
L'escursione alla diga del Sabbione rappresenta un'altra meta di grande interesse. Questa imponente struttura, la più alta della Val Formazza, si erge a 2500 metri di quota ed è il più grande bacino idroelettrico del Piemonte. Completata nel 1953, testimonia l'ingegno umano e il duro lavoro di circa 1200 uomini, come documentato nel cortometraggio di Ermanno Olmi “La diga del ghiacciaio”. Il sentiero ad anello di 15 km, con partenza dal parcheggio della diga di Morasco, offre viste mozzafiato, anche se è importante verificare l'agibilità di alcuni tratti a causa di recenti frane, come quella che ha interessato il sentiero G41 nel settembre 2023.
Infine, il Passo San Giacomo, con i suoi 21,5 km di percorso, è un'esperienza che unisce panorami spettacolari a un profondo senso storico. Questo antico crocevia tra Italia e Svizzera, un tempo punto nevralgico per commercianti e contrabbandieri, ospitò persino un innovativo Wagristoratore, un rifugio alpino progettato da Piero Portaluppi e composto da vagoni ferroviari. Sebbene oggi rimangano solo i piloni, distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale quando il passo divenne via di fuga, la sua storia continua a evocare immagini di un passato ricco di scambi e di vita al confine.
Questi itinerari, che si snodano tra la Piana di Riale e le alte quote, permettono di apprezzare la Val Formazza in tutta la sua magnificenza. Dalla storia delle dighe ai passaggi montani che uniscono nazioni, ogni sentiero racconta una parte della complessa e affascinante identità di questa regione alpina. Che si tratti di ammirare le foreste che si accendono di colori autunnali, di scoprire le tracce dell'ingegneria idroelettrica o di ripercorrere antiche vie commerciali, la Val Formazza offre un'esperienza di trekking indimenticabile, arricchita dalla bellezza dei suoi laghi e dalla maestosità delle sue montagne.
