Conquista del Monte Arnese: un'esperienza alpina tra storia e panorami mozzafiato

Il Monte Arnese, conosciuto anche come Hornischeg, che si erge a 2550 metri di altitudine, offre un'esperienza indimenticabile, sia che lo si affronti in estate che in inverno. Rappresenta una delle vette più imponenti della porzione occidentale della Cresta Carnica, meta ambita da escursionisti e sci-alpinisti, attratti dai panorami mozzafiato che si possono contemplare dalla sua cima. Mentre l'ascesa estiva è considerata semplice, quella invernale richiede una certa esperienza su terreni innevati per affrontare gli accumuli eolici. Tuttavia, è frequente trovare sentieri già battuti che, dalla stazione a monte della cabinovia Tre Cime, guidano gli avventurieri lungo il percorso. Il Monte Arnese si posiziona al centro di tre vette prominenti della Cresta Carnica, ed è fondamentale saperle identificare sin dalla base, poiché non saranno visibili dalla stazione a monte. Da ovest, troviamo il Monte Tovo Alto (Hochgruben, 2537 m), seguito dal Monte Arnese, e infine la Cima di Pontegrotta (Hollbrucker Spitze, 2580 m). Conoscerne la posizione è cruciale per orientarsi con precisione durante il tragitto.

L'avventura ha inizio presso la stazione a monte della cabinovia, situata nella località di Orto del Toro, raggiungibile tramite gli impianti di risalita da Val di Sesto, partendo dalla zona denominata Pollaio (Hennstoll). Il nome curioso "Pollaio" deriva da un antico toponimo rurale, risalente a un'epoca ben precedente alla costruzione dell'impianto di risalita, e si riferisce all'uso tradizionale del territorio, che un tempo ospitava ricoveri per animali da cortile. Usciti dalla stazione della cabinovia, la vetta non sarà immediatamente visibile, e il percorso iniziale richiede un lungo e non impegnativo traverso in salita verso un'altura evidente, situata alla nostra destra guardando la Cresta Carnica. Da questo punto, si affronta una salita più decisa verso un secondo rilievo, la parte più faticosa dell'itinerario, che solitamente si affronta con una serie di zig-zag. Raggiunta la seconda altura, il Monte Arnese e la sella alla sua destra (est) diventano chiaramente visibili, fornendo un nuovo punto di riferimento per il cammino. Poco prima della sella, si devia a sinistra, seguendo la linea di cresta che segna il confine tra Italia e Austria. Poco prima della croce sommitale, sulla sinistra, in pochi minuti si possono raggiungere i resti di antiche casermette, erette alla fine degli anni Trenta e completate poco prima dell'ingresso dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Tornando sulla cresta, si giunge facilmente alla croce del Monte Arnese.

Dalla cima, lo sguardo spazia sul versante italiano dalle Crode dei Longerin fino a Plan del Corones, e sul versante austriaco si possono ammirare le vette dell'Alto Adige, tra cui spiccano le Vedrette di Ries con il Monte Nevoso (3358 m), il Wildgall (3273 m) e l'inconfondibile Monte Collalto (Hochgal 3436 m). A destra, si estende la lunga catena delle Alpi austriache, con cime celebri come il Großevenediger (3657 m), l'imponente Großglockner (3798 m), l'Hochschober (3240 m) e il Petzeck (3283 m), per poi proseguire verso le Dolomiti di Lienz, dove svetta la cima più alta, il Große Sandspitze (2772 m). Sul versante italiano, le Dolomiti di Sesto incantano con la loro bellezza, soprattutto nel manto invernale. Tra un'infinità di nomi e cime, spiccano le Tre Cime di Lavaredo, che sembrano dividere il paesaggio montano in due aree distinte. Tra le più riconoscibili, troviamo Cima Bagni (2983 m), che domina la Val Comelico, e alla sua destra, il Monte Popera (3046 m) e la Cresta Zsigmondy (2998 m). Proseguendo verso ovest, la lunga dorsale di Cima Undici (3090 m) nasconde la Croda Rossa di Sesto (2965 m). Appena sopra Forcella Undici, appare la cima di Croda dei Toni (3095 m), prima di lasciare spazio in lontananza a Cima Bel Prà (2917 m), Punta Sorapiss (3205 m) e alla Civetta (3220 m). A destra delle Tre Cime, dopo il Cristallo (3221 m), due "giganti" dominano il paesaggio: Punta dei Tre Scarperi (3252 m) con le sue guglie che ricordano una corona, e il gruppo dei Baranci (2937 m). Il ritorno segue lo stesso percorso di salita, ma con la dovuta prudenza, poiché in alcuni tratti la pendenza è tale da richiedere ampie svolte per mitigarla. Giunti a Sesto, è imperdibile una visita a Piano Fiscalino da Moso, e una sosta ai prati di larici di Val Campo di Dentro, dove si può riposare in silenzio, circondati dalle imponenti conifere.

L'esplorazione del Monte Arnese non è solo un viaggio fisico verso una vetta, ma un'immersione profonda nella maestosità della natura e nella storia delle Alpi. Ogni passo su questi sentieri ci connette con la resilienza della montagna e con le vicende umane che si sono intrecciate con essa. Ammirare i panorami infiniti e le cime imponenti che si stagliano all'orizzonte ci ricorda la nostra piccola, ma significativa, posizione nel grande disegno del mondo, invitandoci a contemplare la bellezza e a preservare questi tesori naturali e culturali per le generazioni future.