Arcipelago delle Medas: Un Tesoro Sottomarino al Largo della Costa Brava
Questo resoconto di viaggio esplora le magnifiche Isole Medas, un piccolo arcipelago situato al largo di L'Estartit, nella pittoresca Costa Brava. Considerato un vero e proprio gioiello del Mediterraneo e una delle sue riserve marine più preziose, questo luogo incanta chiunque vi si immerga. L'autore condivide il suo percorso, ricco di aneddoti e consigli pratici, per far vivere al lettore un'esperienza autentica di questo paradiso sottomarino. Dalle cernie che nuotano indisturbate ai barracuda che guizzano veloci, passando per le suggestive grotte e le maestose pareti sommerse, le Medas rivelano un mondo vibrante di biodiversità. Vengono inoltre evidenziate le rigorose normative di protezione marina e l'efficace cooperazione tra i centri di immersione locali, che garantiscono un turismo sostenibile e rispettoso dell'ambiente. Il viaggio dell'autore culmina con immersioni mozzafiato tra grotte nascoste, incontri ravvicinati con la fauna marina e l'ammirazione per le colorate gorgonie bicolori, che fanno delle Isole Medas una destinazione indimenticabile per ogni subacqueo.
Il viaggio verso le Isole Medas inizia alle prime luci dell'alba a Chiavari. Un percorso di 800 chilometri, tra autostrade e strade statali, si snoda attraverso paesaggi vari e suggestivi. La Liguria, con i suoi scorci costieri e le sue montagne lussureggianti, accompagna l'inizio del tragitto. Proseguendo verso la Francia, si attraversano località celebri come Mentone, Nizza e Cannes, che brillano sotto il sole della Costa Azzurra, con il mare sempre presente, quasi dorato. Lungo il percorso, l'autore sottolinea l'importanza di avere una carta di credito a portata di mano per i numerosi pedaggi e di prestare attenzione ai cartelli delle aree di servizio, specialmente in Francia, dove le stazioni sono attrezzate anche per le ricariche elettriche.
Dopo aver superato la metà del viaggio, con una sosta rigenerante nei pressi di Montpellier, l'avventura prosegue verso i Pirenei. Oltrepassati questi monti, la strada si trasforma in una discesa che conduce alla selvaggia e affascinante Costa Brava. L'arrivo a L'Estartit, dopo otto ore di guida, segna il culmine di un percorso che non è solo uno spostamento fisico, ma una trasformazione interiore, un rito di passaggio che cambia il viaggiatore. Questo viaggio evidenzia come l'attesa e l'immersione nei paesaggi rendano l'arrivo ancora più significativo, preparandoli all'esplorazione del mondo sottomarino che li attende.
L'arcipelago delle Isole Medas non è solo un incantevole scenario naturale, ma un'area marina protetta istituita per salvaguardare uno degli ecosistemi marini più ricchi del Mediterraneo. Dal 2010, queste isole fanno parte del 'Parc Natural del Montgrí, les Illes Medes i el Baix Ter', che integra la protezione del massiccio montuoso, delle isole e del corso inferiore del fiume Ter. Tuttavia, la tutela ambientale di quest'area risale già al 1983. La parte emersa delle isole è una riserva naturale integrale, con accesso severamente limitato e regolamentato. L'area marina circostante, invece, è una riserva naturale parziale, dove attività come la navigazione e le immersioni sono consentite ma sottoposte a regole stringenti per minimizzare l'impatto umano.
Con un'estensione complessiva di circa 8.192,19 ettari, di cui 2.036,99 ettari costituiscono la zona marina protetta, le Medas applicano normative rigorose. È vietata la pesca professionale e subacquea, e alcune aree sono completamente interdette al transito e alle immersioni per fungere da 'cuore' protetto dell'ecosistema. Le immersioni sono limitate a punti specifici e i centri diving autorizzati seguono un calendario preciso che pianifica gli accessi ai vari siti, permettendo ai subacquei di conoscere in anticipo dove e quando potranno immergersi. L'autore paragona questa gestione all'Area Marina Protetta di Portofino, sua 'casa subacquea', evidenziando le differenze significative in termini di estensione e di efficacia delle normative, sottolineando come la maggiore severità delle regole alle Medas contribuisca a una migliore conservazione e a un'esperienza subacquea più autentica e sostenibile.
L'Estartit, una piccola città catalana affacciata sul Mediterraneo, è un luogo che non ha bisogno di artifici per incantare. Incorniciata dal massiccio del Montgrí e dalle rocce delle Isole Medas, offre un ambiente naturale che profuma di sale, vento e libertà. La lunga spiaggia dorata, perfetta per famiglie, e il curato lungomare con palme e locali, creano un'atmosfera dove il tempo sembra fermarsi, specialmente al tramonto con i suoi colori vivaci e l'aria piena di voci e aromi di tapas e sangria. La parte settentrionale della città, che ospita la Marina, è il cuore pulsante delle attività marittime. Qui, pescherecci, yacht e le barche dei diving center creano un balletto sincronizzato di arrivi e partenze. È un luogo di incontro per chi vive il mare attivamente, con autentici bar e ristoranti che animano la zona.
Un aspetto sorprendente di L'Estartit è il rapporto collaborativo tra i vari diving center. Disposti uno accanto all'altro sul molo, lavorano in armonia, senza competizione, formando un consorzio che gestisce la logistica delle immersioni. Una moderna struttura ospita quattro compressori sempre attivi, e carrelli elevatori consegnano e ritirano bombole con precisione quasi svizzera, ma con il ritmo rilassato catalano. Questa organizzazione, basata sui contributi dei singoli centri in base al consumo di bombole, assicura una gestione efficiente e senza intoppi, quasi un miracolo in un settore dove spesso prevalgono interessi personali. La collaborazione si estende anche alla pianificazione delle immersioni: i centri si coordinano per non affollare gli stessi siti, distribuendo la pressione umana sull'ecosistema e rispettando rigorosamente le regole del parco, come il numero massimo di immersioni e i limiti di profondità. Questo approccio preserva la bellezza del fondale e garantisce un'esperienza autentica ai subacquei, dimostrando che, quando le regole sono chiare e condivise, il sistema funziona, anche con costi di immersione inferiori rispetto ad altre località.
Un episodio curioso vissuto dall'autore all'arrivo a L'Estartit riguarda la richiesta di brevetto, assicurazione e certificato medico per le immersioni. Dopo aver depositato l'attrezzatura e le 'armi' da videoreporter, l'autore si presenta al desk per prenotare le immersioni, pieno di entusiasmo. Il calmo Genís, però, gli chiede i documenti essenziali, lasciandolo per un attimo nel panico, poiché l'autore aveva pensato solo al brevetto. Fortunatamente, i documenti sono recuperabili online, ma l'incidente solleva un punto importante: la rigorosità delle normative. L'autore scopre che il certificato medico è obbligatorio non solo in Spagna ma anche in Francia per chi pratica attività subacquee, a differenza di quanto accade in Italia, dove spesso si ricorre all'autodichiarazione.
Questo induce l'autore a una riflessione più profonda: quanto sarebbe più saggio e sicuro sottoporsi a una visita medico-sportiva agonistica annuale, con esami approfonditi, piuttosto che affidarsi a semplici autodichiarazioni? Nonostante le possibili obiezioni riguardanti burocrazia e costi, l'autore nota che, paradossalmente, le immersioni alle Medas costano meno che in Italia, suggerendo che un sistema con regole chiare e condivise possa essere più efficiente e, in ultima analisi, più conveniente e sicuro per tutti, sia per i subacquei che per l'ecosistema marino.
Le Isole Medas sono rinomate per le loro innumerevoli grotte, tunnel e passaggi sottomarini che le rendono un vero e proprio 'groviera' subacqueo. Tra queste, la Cova de la Vaca spicca come la più iconica. Il suo ingresso maestoso, una profonda bocca di roccia che si apre su un blu intenso, invita all'esplorazione. Man mano che si avanza, la luce esterna svanisce, lasciando spazio a un mondo ovattato dove l'unico suono udibile è il respiro del subacqueo. Le pareti della grotta si illuminano sotto i fari, rivelando madrepore gialle, spugne colorate e minuscole creature che sembrano stelle in un cielo rovesciato. Vacchette di mare sfidano la gravità, aggrappate alla roccia, mentre lame di luce filtrano dalle aperture laterali, creando fenditure di vetro quasi innaturali. Spaccature nella roccia formano colonne che ricordano una cattedrale sommersa, dove banchi di corvine guizzano e cernie osservano l'intruso con placida curiosità. All'uscita, la corrente riprende forza, accarezzando le grandi gorgonie rosse e gialle che adornano la parete, invitando il subacqueo a scendere in un 'bosco verticale' di colori vibranti.
In questo santuario sottomarino, le imponenti cernie delle Medas nuotano solenni, veri custodi del luogo. La loro presenza affascina, facendo comprendere perché le immersioni alla Cova de la Vaca siano un atto di fede verso la bellezza infinita del mare. Un'altra meta leggendaria è Les Ferranelles, uno scoglio tra la Gran Meda e Tasco Petit, dove si dice che l'intero Mediterraneo si dia appuntamento. L'autore, insieme a giornalisti europei giunti per documentare il Campionato Mondiale di Fotografia Subacquea, vive un'immersione indimenticabile. La visibilità è perfetta e, una volta in acqua, il blu intenso accoglie i subacquei. La luce del sole pomeridiano crea strisce dorate sulla roccia, ricoperta da praterie di Posidonia. Scendendo, appaiono le cernie giganti, creature maestose e curiose che osservano i visitatori con i loro occhi azzurri. Intorno, la vita pullula: barracuda guizzano, dentici pattugliano il blu, e un banco di ricciole si lancia in caccia contro una nuvola di acciughe, trasformando il mare in una tempesta d'argento, un vortice di vita pura che lascia senza fiato. L'autore si sente parte di questo spettacolo, comprendendo il perché si torna sempre ad immergersi: non per sfidare il mare, ma per ricordarsi di farne parte.
L'ultimo sogno subacqueo alle Medas dell'autore si concretizza tra le gorgonie bicolori, un vero 'evergreen' del mare che, pur avendole viste in altri luoghi, qui si rivelano in tutta la loro magnificenza. Iniziano a venti metri di profondità e si estendono generosamente, creando un 'bosco verticale' di colori vibranti. La Pota del Llop, con la sua parete dolce e una corrente costante, è il regno di queste gorgonie, che danzano e aprono i loro polipi come fiori al sole. Qui si può rimanere per ore, immersi in un silenzio pacifico, osservando come la luce dall'alto cambi il disegno e le sfumature di questo quadro impressionista sottomarino. Un incontro speciale con una ballerina spagnola, che si muove sinuosa tra le gorgonie, rende la scena quasi teatrale, un'esperienza che meriterebbe un biglietto d'ingresso. In quel momento, si comprende la profondità della soddisfazione: aver visto tutto ciò che si sognava, aver respirato il mare intensamente, con la consapevolezza che si tornerà ancora. Le Medas, con la loro bellezza e la capacità di entrare nell'anima, lasciano un segno indelebile in chiunque le esplori.
